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07/09/2010
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intervista a...

FALSTAFF
maggio '10
 
Biografia dell'artista
L’impeccabile ed esemplare carriera artistica di Joaquín Achúcarro, descritto dal Chicago Sun Times “The Consummate Artist”, gli è valsa la più alta reputazione nazionale ed internazionale.
Nato a Bilbao ed imparentato con Edvard Gierg tramite il bisnonno materno, durante il suo periodo di studi ha vinto premi internazionali in Spagna, Francia, Italia e Svizzera, ma gli inizi della sua carriera vengono segnati dalla vittoria al Concorso Internazionale di Liverpool nel 1959 (vinto un anno prima da Zubin Mehta per la categoriai Maestro d’orchestra) e dalle critiche entusiaste sui giornali londinesi dopo il suo debutto con la London Symphony al Royal Festival Hall.
Da allora, Achúcarro intraprende una fitta attività concertistica internazionale che l’ha portato in 60 paesi, in sale come Avery Fischer Hall, Berlin Philarmonie, Carnegie Hall, Concertgebouw, Kennedy center, Musikverein, Royal Albert Hall, Salle Gaveau, Salle Pleyel, Teatro alla Scala, Suntory Hall, Sydney Opera House, Teatro Colón e The Barbican sia in recitals sia da solista con oltre duecento orchestre differenti tra cui la Berlin Philharmonic, Tokyo Symphony, New York Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, La Scala di Milano, Sydney Symphony, RIAS Berlin, Tonkünstler Wien, la Nazionale del Cile, del Messico, della Colombia, del Venezuela e naturalmente tutte le orchestre della Spagna oltre a più di 350 direttori come Claudio Abbado, Sir Adrian Boult, Riccardo Chailly, Sir Colin Davis, Zubin Mehta, Sir Yehudi Menuhin, Seiji Ozawa and Sir Simon Rattle.
Nel 2000 viene nominato Artist for Peace dall’UNESCO, a Parigi, come “riconoscimento al suo straordinario lavoro artistico”.
E’ professore accademico ad honorem dell’Accademia Chigiana a Siena (Italia) e, nel 2003, il Re Juan Carlos gli concede la Grande Croce al Merito Civile.
Nel 2004 viene nominato Figlio Prediletto della Città di Bilbao, sua città natale, dopo avever suonato al concerto inaugurale del Museo Guggenheim davanti a 25000 persone, concerto che è stato trasmesso sul canale TVE Internacional in diversi paesi d’Europa e America.
Rispettando la decisione del compositore, Achúcarro riscrive ed incide per SONY la sua revisione del Concerto per Pianoforte di Joaquín Rodrigo. Ha ricevuto premi per le sue incisioni di Falla, Granados, Ravel y Brahms per BMG-RCA, Claves ed Ensayo. Altre registrazioni includono musiche di Schumann, Schubert, Chopin, Beethoven, Debussy, Bartok, Rachmaninoff, Scriabin, Turina ed Hermann.
Dal mese di agosto 1999 occupa la Cattedra J.E. Tate della Sothern Methodist University a Dallas (USA), conciliando periodi di insegnamento con la sua fitta agenda di concerti.
Inolte, dal 1989 è Professore dei Corsi Internazionali Estivi dell’Accademia Chigiana di Siena, Italia. Nel 2008 un gruppo di persone ed istituzioni di Dallas crea la “Joaquín Achúcarro Foundation” per “rendere immortali le sue doti artistiche ed accademiche” ed aiutare i giovani pianisti all’inizio della loro carriera.
Da allora, i pianisti alunni o ex alunni di Joaquín hanno tenuto concerti, organizzati dalla Fondazione, a Houston, Chicago, Washington, San Antonio, Austin e Dallas, ottenendo grande successo. La Fondazione Achúcarro ha organizzato anche Master Classes a Dallas ed ha rilasciato una borsa di studio ad una giovane promessa del pianoforte.

Discografia dell'artista
OPUS ARTE - Cod. 1022 D | Brahms
Brahms Piano Concerto No. 2
OPUS ARTE - Cod. BD7054 D | Brahms
Brahms Piano Concerto No. 2


Intervista a: Joaquín Achúcarro
Donatella Buratti, (Febbraio 2010)

Joaquín Achúcarro si racconta - di Donatella Buratti
Dal debutto del pianista spagnolo con la London Symphony ai recenti successi, sono trascorsi cinquant’anni. Una carriera celebrata dall’editore Opus Arte in un Dvd con la ripresa del Secondo concerto per pianoforte e orchestra di Brahms alla Jerwood Hall di Londra. Abbiamo incontrato Joaquín Achúcarro a Milano dove, all’Instituto Cervantes, ha presentato in anteprima il suo Dvd e, con garbo e molto sense of humor, ci ha raccontato questi straordinari, inebrianti primi cinquant’anni da ‘pianodipendente’.

Com’è nato il progetto del Dvd?
Joaquín Achúcarro
 Il mio cinquantesimo anniversario del debutto con la London Symphony Orchestra coincideva con l’ottantesimo compleanno del suo amato direttore, Sir Colin Davis. Per questa circostanza ci voleva un grande concerto, così proposi il Secondo di Brahms. Opus Arte e la Fondazione BBVA [Banco de Bilbao Vizcaya Argentaria - ndr] hanno accolto la proposta, si sono messe d’accordo e... voilà!

Cinquant’anni di carriera... Mai un dubbio, un rimpianto?
Achúcarro
 Il mio rapporto con il pianoforte è passato dall’antipatia (altri bambini giocavano mentre io dovevo studiare anche se era solo per mezz’ora...) all’indifferenza; dalla curiositá all’interesse, all’attrazione. Poi voglia, amore, passione e, a questo punto, dedizione. Mi sento ‘pianodipendente’. È uno strumento con una tale infinita serie di posibilità che non si finisce mai di sfruttare le sue sfumature sonore o pretendere il massimo dagli armonici, questi ‘esseri’ capricciosi che il pedale libera, nel bene e nel male...

Quale aspetto trova più stimolante nel suo lavoro?
Achúcarro
Nelle nostra professione non si finisce mai di relazionarsi con un capolavoro. Tante volte mi sono immaginato il pittore che decide di dare l’ultima pennellata, mette il quadro da parte e ne comincia un altro. Forse ogni  volta che noi finiamo un’esecuzione, dovremmo fare un atto di umiltà e pensare a ciò che vorremmo migliorare la prossima volta.

Qual è il suo rapporto con il pubblico?
Achúcarro
 A me piace suonare in pubblico. È professione e hobby.  L’avventura del palcoscenico,  con la missione di far sentire, a quelli che sono venuti per godere della musica, quanto è bello questo pezzo o quest’altro, è una sfida. Anche la paura di essere in scena fa parte del nostro mestiere. Ma è proprio quella paura che ci permette di  arrivare a uno stato di attenzione e di concentrazione elevato, ed è , in un certo senso, inebriante.

Un lavoro affascinante, emozionante. E sempre in giro per il mondo...
Achúcarro
 I viaggi sono parte del nostro mestiere di ‘saltimbanchi’. Appena si finisce un concerto, bisogna prendere un aereo, che ha la cattiva abitudine di partire alle sei del mattino…Ma non mi lamento. Trovo che sia una cosa normale. Pensi a Mozart in una carroza di cavalli, quando ci si impiegava, probabilmente, una settimana da Viena a Praga, su una strada spaventosa... Ha composto delle musiche sublimi!
La stagione scorsa ho visitato undici Paesi. Nella prossima  viaggerò in Europa, Asia, in America del Nord e del Sud. E lavorerò a nuove registrazioni. Stiamo valutando la possibilità di pubblicare un nuovo Dvd...

Ma non si stanca mai?
Achúcarro
Non mi stanco. Grazie agli aeri di oggi è possibile essere in due punti diversi del pianeta in poche ore. Con una compagnia aerea americana sto raggiungendo 4.000.000 di miglia...

Una cifra davvero impressionante... C’è un viaggio in particolare che ricorda?
Achúcarro
 La prima volta che venni in Italia. Il viaggio Bilbao-Siena durò 38 ore! ma scoprii l’Italia e fu amore a prima vista. Un colpo di fulmine!


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